Diete

Dieta Scarsdale per perdere fino a 3,5kg in 7 giorni!

Nata negli Stati Uniti qualche decennio fa, elaborata dal dottor Herman Tarnowen, la dieta Scarsdale è oggi una delle più in voga tra dive e persone comuni.

Questa formula dimagrante non è sicuramente da considerare un regime alimentare sano e bilanciato, ma un rimedio dell’ultimo minuto per perdere qualche chilo in extremis. Scopriamo insieme su cosa si basa e quali sono i principi di questa dieta che promette miracoli.

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La Dieta Scarsdale: Low-Carbs e Low-Fats

dieta

La dieta Scarsdale riassume i principi di una classica dieta a basso contenuto di carboidrati, eliminando quasi completamente carboidrati semplici (come il classico zucchero da tavola) e complessi (pasta, pane e derivati).

Oltre a limitare l’assunzione di carboidrati al minimo, questa dieta prevede anche un apporto bassissimo di grassi, favorendo invece cibi ricchi di proteine.

A pranzo e cena si alternano portate piuttosto abbondanti di carne o pesce, alimenti ricchi di proteine, senza badare troppo alle calorie totali del pasto.

Eliminando l’eccesso di carboidrati e limitandone anzi l’assunzione all’estremo, si va ad inibire il meccanismo della lipogenesi, cioè un meccanismo di conversione dei carboidrati in tessuto adiposo, classica sede di accumulo di sostanze nutrienti.

Lo zucchero è il principale carburante per il nostro corpo e una volta che viene eliminato entrano in atto una serie di meccanismi di difesa che portano a mobilitare le nostre scorte energetiche: in primis vengono mobilizzati i grassi dal tessuto adiposo, che vanno a sopperire alla mancanza di zuccheri.

In questa maniera si ottiene l’effetto dimagrante desiderato, intaccando i cuscinetti di grasso tanto indesiderato.

Con questo regime alimentare si possono ottenere risultati in maniera piuttosto rapida, ma poco duratura.

Spostando il nostro metabolismo da un’impostazione essenzialmente basata sugli zuccheri ad una basata quasi esclusivamente sulle proteine si ha un maggior consumo di energia, dunque si consumano più calorie.

Se invece sei alla ricerca di una dieta sana e bilanciata da seguire in maniera stabile ti consiglio di leggere l’articolo sulla Dieta Life 120 di Adriano Panzironi.

Come nasce e quando seguire la dieta Scarsdale?

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Ideata negli anni ’70 dal Dottor Tarnowen, la dieta Scarsdale era originariamente studiata per pazienti obesi con gravi problemi cardiaci.

Questo regime estremamente restrittivo permette infatti di perde circa mezzo chilo al giorno, efficace dunque per pazienti che dovevano sottoporsi ad interventi chirurgici e necessitavano prima perdere peso in maniera considerevole.

In situazioni di normalità, la dieta Scarsdale ha nel suo meccanismo di funzionamento diverse limitazioni.

In primo luogo, dato lo squilibrio nei macronutrienti previsti, è sempre necessario seguire questa dieta sotto il controllo di uno specialista e in accordo con la propria condizione di salute.

L’effetto negativo che può comportare questa dieta sta nei meccanismi metabolici di compenso che entrano in atto quando nel nostro organismo viene a mancare lo zucchero.

In questa situazione i grassi accumulati come scorta nel nostro tessuto adiposo vengono mobilizzati per rispondere alle normali richieste energetiche: l’aumento di grassi che vengono utilizzati può portare ad una sovrapproduzione di particolari molecole, dette corpi chetonici, utilizzati da vari tessuti del nostro organismo, tra cui il cervello.

L’accumulo di questi corpi chetonici può però avere anche delle conseguenze negative, abbassando il Ph sanguigno che, se supera certi limiti, può portare a stati di letargia e coma.

Oltre all’utilizzo massivo di grassi, la dieta Scarsdale promuove l’utilizzo di proteine e dunque di amminoacidi. Gli amminoacidi sono le molecole fondamentali che compongono i nostri muscoli e quando vengono utilizzati a regimi troppe elevati rispetto ai livelli normali vanno ad aumentare l’eliminazione di ammoniaca con le urine.

Se questo prodotto di scarto si trova a livelli troppo elevati o se per varie ragioni il nostro corpo non riesce ad eliminarlo in maniera efficiente, si possono avere condizioni molto gravi di insufficienza renale e acidosi del sangue

Le proteine alimentari poi contengono molti acidi nucleici, provenienti dalle cellule degli animali di cui ci cibiamo. Gli acidi nucleici sono fondamentali costituenti del nostro DNA, ma l’eccesso di carne e pesce nella nostra alimentazione possono portare ad un aumento dei prodotti di scarto derivanti proprio da queste molecole e causare una patologia oggi poco diffusa, ma strettamente legata a diete iperproteiche: la gotta.

Proprio per tutte queste controindicazioni, la dieta Scarsdale può essere utilizzata in maniera strettamente limitata. Si consiglia di seguirla per periodi di tempo molto limitati, non superiori ai 7-10 giorni.

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Alimenti Sì, alimenti No

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Gli alimenti vietati durante la dieta sono tutti i derivati dei carboidrati complessi: sarà dunque necessario eliminare pasta, pane, riso, pizza, ma anche patate e legumi.

Sono invece consigliate e da assumere sia a pranzo che cena le proteine animali, sia di carne, come pollo, hamburger di manzo, vitello e tacchino, che di pesce, tra cui salmone, tonno, crostacei.

Ad ogni pasto, dalla colazione alla cena, è consentito mangiare varie porzioni di frutta e verdura, facendo attenzione a preferire frutti poco zuccherini, come l’uva.

Per quanto riguarda le bevande, sono vietati gli alcolici, le bevande zuccherate e i succhi di frutta; sì a spremute di pompelmo, di arancia, al caffè e tè (rigorosamente senza zucchero).

Altre grande categoria da eliminare sono i latticini ed in particolare il latte e i formaggi, soprattutto quelli stagionati: potrete mangiare formaggi light tipo i fiocchi di latte o lo stracchino, ma in maniera molto limitata.

Dal momento che la Scarsdale è stata ideata per pazienti con gravi problemi di cuore, non viene raccomandato di abbinare la dieta ad un esercizio fisico intenso: ognuno però è libero di praticare del moto in maniera non troppo intensa e secondo le proprie abitudini.

È importante ricordare che questo regime alimentare non è da intendersi come alimentazione sana ed equilibrata e può essere seguito solo per periodi di tempo molto limitati per raggiungere degli obiettivi in breve tempo, sempre sotto la guida di uno specialista o del vostro medico di famiglia.

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