Salute

Sindrome del Colon Irritabile, ovvero Colite

Cos’è la sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile è un disturbo intestinale debilitante che interviene negativamente su tutto l’organismo, determinando una situazione disagevole ed uno stato di malessere generale.

Quando si parla di colite, ovvero di infiammazione del colon, patologia comunemente conosciuta col nome di colite nervosa o colite spastica, si intende un’alterazione dell’equilibrio intestinale e del colon che si ripercuote negativamente su tutto l’organismo.

Ritmi di vita frenetici, cibi alterati e raffinati, poche fibre nell’alimentazione, hanno fatto sì che, a differenza del passato, oggi la colite sia un disturbo molto diffuso che interessa il 20% della popolazione occidentale e colpisce con maggiore frequenza le donne tra i 30 e i 50 anni.

La sindrome del colon irritabile ha un andamento cronico, ma chi soffre di questa patologia può avere delle fasi di riacutizzazioni importanti, soprattutto in coincidenza con periodi di intenso stress emotivo ma anche in seguito a malattie, infezioni o interventi di natura chirurgica.

Come in molte patologie che vanno ad alterare il corretto funzionamento dell’organismo, chi soffre di tale disturbo è più sensibile ed esposto ai fattori esterni, deve assolutamente osservare un corretto e sano regime alimentare, limitare l’uso e l’abuso di farmaci ed evitare quanto possibile di sottoporsi a stress psichici per non peggiorare la situazione dell’intestino.

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Le cause scatenanti

Come tutti i disturbi dell’intestino, la colite è causata da fattori psicogeni, intolleranza alimentari e da sostanze sempre meno naturali contenute nei cibi industriali.

Secondo ‘Gut Microbiota for Health World Summit’, uno studio del prof. Giovanni Barbara, docente presso l’Università di Bologna e presidente della Società Europea di Neurogastroenterologia e Motilità (ESNM), una buona percentuale dei soggetti sani colpiti da gastroenterite a causa di un’infezione di batteri patogeni come Salmonella, Shighella o Campylobacter, sviluppano i sintomi della sindrome del colon irritabile. Secondo lo stesso studio gli antibiotici possono alterare la flora intestinale e contribuire allo sviluppo di tale disturbo. Non a caso, è sempre consigliabile durante una terapia a base di antibiotici, di fare largo uso di fermenti lattici per ripristinare un naturale funzionamento dell’intestino. Lo studio ha peraltro evidenziato un risultato alquanto curioso: l’alterazione della flora intestinale è in correlazione con il frequente cambio d’umore di coloro che soffrono di tale patologia.

All’origine della sindrome del colon irritabile comunque, c’è sicuramente uno stato psicosomatico che di solito coincide con un periodo di stress emotivo intenso legato a fattori psicologici, problemi familiari o lavorativi. E’ risaputo infatti che lo stress provoca tensione addominale, alterazione della flora intestinale, difficoltà nella digestione, gonfiore e costipazione.

Inoltre, medicinali come antidepressivi, corticosteroidi, pillola anticoncezionale e farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), intolleranze alimentari, allergie, abuso di caffeina e di alcolici, possono peggiorare la patologia e compromettere la digestione ma anche provocare il reflusso gastroesofageo.

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Diagnosticare la patologia

Il nostro articolo può indicare sommariamente come diagnosticare il problema, ma la diagnosi del colon irritabile deve essere necessariamente fatta da un gastroenterologo, poiché esistono altre patologie come la celiachia che riguarda il cattivo assorbimento intestinale o la presenza di polipi nell’intestino, oppure ancora la colite ulcerosa e il Morbo di Crohn che hanno gli stessi sintomi e potrebbero trarre in inganno l’interessato.

Dolori addominali sul fianco destro o anche sul fianco sinistro, crampi, costipazione, tensione, gonfiore, cattiva digestione, disordini nell’evacuazione con periodi di stitichezza alternati a periodi di dissenteria, alitosi, flatulenza e meteorismo, sono tra i sintomi più comuni. Mai trascurare questi segnali di malessere: la colite va curata tempestivamente per evitare che possa diventare cronica e provocare la formazione di emorroidi e diverticoli.

Quali cure?

Come si può ben immaginare, il primo intervento nella cura del colon irritabile è la dieta, seguendo un regime alimentare sano per contrastare la disbiosi intestinale, ovvero l’alterazione della flora batterica naturalmente presente nell’intestino e ripristinare il suo corretto funzionamento. Talvolta è sufficiente eliminare dalla propria alimentazione i prodotti contenenti lieviti come pasta, pane, pizza, gelati, latticini, alcool, per risolvere immediatamente il problema.

E’ utile praticare regolarmente un’attività fisica per ridurre lo stress ed aiutare a scaricare tensioni ed ansia e rilassare la  muscolatura liscia dell’intestino. Ricordate sempre che l’intestino è il secondo cervello.

Rimedi Naturali

Tra le cure naturali legate principalmente all’alimentazione e che possono svolgere per lo più un’azione calmante, troviamo le tisane e gli infusi da bere caldi preferibilmente prima di coricarsi.

Conosciamo le loro proprietà

  • Tisana di malva per calmare le infiammazioni della mucosa intestinale ma anche in caso di stitichezza.
  • Infuso a base di semi di finocchio per ridurre la tensione e il gonfiore addominale.
  • Fermenti lattici per ristabilire l’equilibrio della flora batterica.
  • Carbone vegetale per contrastare il gas intestinale.
  • Semi di lino per stipsi e costipazione. Vanno lasciati macerare in un bicchiere d’acqua per una notte intera e al mattino ingeriti a digiuno.
  • Tisana di anice, angelica e camomilla per eliminare l’eccesso di gas intestinale.
  • Bevanda di orzo, ricco di inulina, per alleviare la tensione intestinale.
  • Aloe vera che aiuta la mucosa intestinale a rigenerarsi.
  • Estratto di Gramigna in gocce che apporta sali minerali, flavonoidi e vitamine A e B.
  • Olio essenziale di Ginepro o di Menta piperita con proprietà diuretiche e depurative.
  • Fiori di Bach come Scleranthus e Rescue Remedy da prendere in gocce e lontano dai pasti, per riequilibrare le funzioni digestive.

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Cibi da evitare 

Innanzitutto è importante consumare i pasti in tranquillità e senza fretta. Indipendentemente dal fatto che si abbia stitichezza o diarrea, è necessario evitare condimenti grassi ed elaborati, alimenti che contengono glutine e lieviti, caffè, birra e alcolici, peperoncino e spezie piccanti, bevande zuccherate e gassate, insaccati, fritti,  sale, latte e latticini nonché formaggi stagionati.

Cibi consentiti

Cominciate con la sostituzione delle farine raffinate con quelle integrali, cereali  con moderazione onde evitare di aumentare la produzione dei gas, carne bianca alla griglia, pesce magro lessato, verdure cotte al vapore, pere e mele cotte e profumate alla cannella, topinambur ricco di inulina prebiotica, cicoria e carciofo.

E’ importante assumere liquidi come minestre, minestroni, brodi vegetali e passati di verdure, cibi ricchi di fibre che contengono probiotici come il kefir di cocco, lo yogurt, il miso e il kombucha.  E’ preferibile condire le pietanze con olio extra-vergine, succo di limone e aceto di mele.

Cibi consentiti in caso di dissenteria

Riso bianco condito con semi di zucca, miso che contiene fermenti e facilita la digestione, patate, ancora yogurt, limone, carne bianca ai ferri, pesce magro al vapore, tofu e altre proteine vegetali, succhi naturali di mela, carote e zenzero, frutta cotta.

E’ assolutamente raccomandato di non fare uso di legumi e verdure durante la fase acuta. Quanto al fumo, noi lo sconsigliamo a priori, anche se non soffrite di questa patologia e godete di una perfetta salute.

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