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Shirataki: la pasta a 0 carboidrati e 0 kcal

Siete tra coloro che in vacanza in Papuasia vagano da un ristorante all’altro cercano due spaghetti al pomodoro fresco e basilico? O tra quelli che ovunque si trovino nel mondo, non vogliono assolutamente rinunciare ad un piatto di pasta e farebbero pazzie pur di averlo? Oppure ancora state facendo una dieta a basso contenuto di carboidrati e no, non ce la fate proprio a saltare un piatto di pastasciutta, perché senza “primo” vi sembra di non aver mangiato, come se mancasse qualcosa al vostro pasto?

Direttamente dall’antica tradizione giapponese, ecco che arriva la pasta che non ingrassa, non alza il livello degli zuccheri nel sangue, non contiene glutine e vi fa sentire a casa anche nella trunda siberiana. Sopravvivere alla pastasciutta si può grazie agli Shirataki chiamati anche pasta di Konjac: niente glutine – ovvero è assente quella proteina che nei soggetti celiaci provoca intolleranze alimentari – basso contenuto di carboidrati –  per cui è un prodotto consigliato e adatto alle diete per soggetti diabetici –   e per finire ha pochissime calorie restituendo, allo stesso tempo, un importante apporto di fibre, di aminoacidi e di sali minerali tra cui calcio, fosforo, ferro, zinco.

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Come nascono gli Shirataki

Gli Shirataki si ottengono dal Konjac, una pianta asiatica altamente nutriente la cui radice viene cotta, essiccata, triturata ed impastata con acqua. I bulbi di Konjac sono utilizzati in Giappone come patate. La pianta è costituita principalmente dal glucomannano  (o gomma di Konjac), una fibra solubile già commercializzata nelle diete ipocaloriche, poiché aumenta considerevolmente di consistenza. Gli Shirataki infatti durante la cottura assorbono molta acqua e raddoppiano il volume e  questa particolarità provoca, di conseguenza, un senso di sazietà immediato per chi mangia. Pertanto è consigliabile dimezzare la quantità prima della cottura.

25 grammi di Shirataki, una volta cotti, corrispondono a circa 60 grammi di comune pasta di grano duro.

La pasta a zero calorie

shirataki e frutti di mare

Gli Shirataki hanno 15/20 calorie ogni 100 grammi, praticamente quasi zero e hanno un sapore neutro e gradevole. Per approfittare di un piatto gustoso e a basso contenuto di carboidrati è necessario sbizzarrirsi con i condimenti che dovranno essere, ovviamente, poco calorici. Si può optare per sughi a base di pomodoro fresco e basilico, come da ricetta classica, oppure una salsa con verdure miste, un pesto alla genovese, o ancora con l’aggiunta di carne e perchè no, con vongole e molluschi che apportano potassio, fosforo e proteine. E’ altamente sconsigliato farsi una boscaiola con panna o un piatto di Shirataki ai quattro formaggi se l’obiettivo è quello di perdere peso.

In commercio esistono gli Shirataki nella versione secchi o nella versione umidi. Quelli umidi sono precotti e pronti per essere scolati dell’acqua contenuta nella confezione e ripassati in padella con il condimento scelto.

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Come si cucinano

Per usufruire del prodotto nel modo più naturale possibile e rendere efficaci le proprietà, è preferibile utilizzare il prodotto secco reidratato e quindi bollito in acqua come la pasta comune, con la differenza che non ci sono tempi di cottura, pertanto non c’è nessuna possibilità che possano scuocere. Di solito sono sufficienti 7/10 minuti per avere il prodotto pronto per essere unito alle salse.

Una volta scolati, vanno lavati sotto l’acqua corrente per eliminare i residui della cottura.

Benefici degli Shirataki

Non soltanto un alimento altamente dietetico e ricco di fibre, ma anche un valido aiuto per il benessere del nostro organismo. Vediamo insieme le proprietà di questo prodotto.

  • Riducono il colesterolo
  • Migliorano le funzioni intestinali
  • Combattono la stipsi
  • Riducono l’apporto di calorie
  • Rafforzano il sistema immunitario grazie sue alle funzioni disintossicante
  • Regolano il metabolismo
  • Aiutano a tenere sotto controllo il diabete
  • Riducono il colesterolo cattivo (LDL)
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Controindicazioni nell’assunzione di Shirataki

Un uso eccessivo di Shirataki può causare gonfiore addominale e flatulenza.
Vanno consumati sempre insieme a molti liquidi per facilitare l’evacuazione e per evitare una disidratazione generale del corpo.
Non sono indicati per chi soffre di occlusioni intestinali.
I soggetti che seguono terapie farmacologiche devono consumare gli Shirataki ad almeno due ore di distanza dai medicinali, per non rallentare l’assorbimento dei principi attivi degli stessi.
Poiché la pasta di Konjac abbassa notevolmente i livelli di glucosio nel sangue, in caso di assunzione costante del prodotto da parte di soggetti diabetici sottoposti a terapie correlate, va consultato un medico per provvedere ad una modifica della posologia.
Si raccomanda di non usare gli Shirataki come piatto unico e di variare spesso l’alimentazione per apportare all’organismo tutte le sostanze di cui ha bisogno.

Via libera dunque agli Shirataki in tutte le salse. Il nostro consiglio finale però, resta sempre quello di associare ad una dieta sana e dequilibrata, almeno 15 minuti di attività fisica quotidiana e costante.

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