Salute

L’Alluce Valgo: sintomi, cause e terapie

Tra le patologie del piede più fastidiose ed antipatiche, ve ne è una in particolare che non solo provoca gravi difficoltà nella deambulazione ed un intenso dolore alla pressione, ma anche un notevole disagio a causa della brutta malformazione che ne consegue. Stiamo parlando dell’alluce valgo.

Che cos’è esattamente l’alluce valgo?

L’alluce valgo è un’importante deformazione invalidante della prima articolazione del piede, l’alluce appunto, che causa infiammazione ed ispessimento dell’articolazione metatarso-falangea. E’ una deviazione del primo dito del piede verso l’esterno che può sfociare in stati infiammatori e dolorosi e che, se non curata opportunamente, può comportare gravi conseguenze che potrebbero compromettere la funzionalità del piede.

Chi soffre di alluce valgo?

Il 30% della popolazione soffre di tale disturbo. Le donne sembrano risultare i soggetti più colpiti e, paradossalmente, è una patologia rara tra le popolazioni che non fanno uso di calzature.

Quali sono le cause della patologia?

In realtà non sono ancora chiare le cause di tale condizione di sofferenza, anche se possono essere ricondotte alla particolare conformazione del piede, a fattori genetici, a conseguenze dovute a traumi o interventi chirurgici, al peso corporeo eccessivo e, più raramente, anche se non è escluso, a calzature scomode che forzano la naturale posizione del piede e comprimono le dita all’interno della scarpa.

Certamente una delle cause principali dell’alluce valgo va ricondotta ad alcune malattie reumatiche e a patologie legate al sistema neuromuscolare, come paralisi cerebrali e disordini del tessuto connettivo, ma non si escludono cause legate ad artrite reumatoide, a gotta e ad artrite psoriasica.

Quali sono i sintomi?

  • Dolore costante anche con l’arto a riposo.
  • Ispessimento dello strato epiteliale della cute che risulta callosa e dura.
  • Gonfiore con arrossamenti e non rare tumefazioni.
  • Progressiva deformazione ed alterazione della forma del piede. Nei casi più gravi, l’alluce potrebbe sovrapporsi al dito successivo o ancora dare origine ad una borsite comunemente chiamata “cipolla” che ha ripercussioni sulla postura, causa un dolore intenso ed è ovviamente una deformità antiestetica.
  • Le scarpe cominciano a sformarsi, diventano scomode e strette e le misure adatte risultano sempre più difficili da reperire.
  • Inizio di sbilanciamento del corpo e problemi nel camminare.

Il nostro blog non ha come obiettivo quello di sostituirsi alla medicina ufficiale, ma solo quello di fornire un primo approccio concreto per fronteggiare un problema di salute, pertanto consigliamo, come è nostra prassi, di consultare immediatamente uno specialista del settore, un ortopedico e un podologo in questo caso,  che provvederanno ad eseguire una radiografia in carico del piede, ovvero in posizione eretta, e ad indicare il percorso terapeutico più adatto da seguire.

Chirurgia sì o chirurgia no?

La patologia tende ad aggravarsi nel tempo: ciò non significa che si debba per forza ricorrere a trattamenti chirurgici.  In commercio esistono numerose soluzioni che in realtà ritardano soltanto l’intervento. Tuttavia, la chirurgia resta ancora l’unico modo per correggere l’alluce valgo.

Ci teniamo a sottolineare che analgesici e antinfiammatori sono utili solo momentaneamente per tenere sotto controllo il dolore,  ma nei casi più importanti è utile intervenire efficacemente ed effettuare delle iniezioni di corticosteroidi locali.

Prima di optare per la terapia chirurgica si utilizzano degli ausili ortopedici che non possono garantire la guarigione da alluce valgo in nessun caso, anche se contribuiscono, pur in minima parte, a rallentare la progressione della deformazione. Vediamoli insieme:

  • Tutori che hanno il fine di “rieducare” l’alluce, trazionandolo e riportandolo nella sua posizione naturale.
  • Protettori a fascia o in silicone che proteggono l’alluce ma che non servono assolutamente al riallineamento.
  • Plantari ortopedici utili ad alleviare il dolore e ad aiutare a scaricare il peso corporeo sulla pianta del piede e non più sull’alluce.
  • Separatori e divaricatori di dita notturni oppure diurni che impediscono lo sfregamento e aiutano a calmare l’infiammazione.
  • Cerotti che arrestano temporaneamente lo sfregamento ed impediscono la pressione della calzatura.
  • Stecche che fissano la posizione delle dita ed evitano che la zona in questione possa sfregare con la scarpa.
  • Calzature particolari adatte alla patologia che tendono a riportare momentaneamente il piede in una posizione anatomicamente corretta e naturale.
  • Sedute di fisioterapia per calmare il fastidio e sedare il dolore.

E’ utile fare degli impacchi di ghiaccio per attenuare il dolore. Si ricorda di non posizionare mai il ghiaccio direttamente sulla pelle.

Se la deformazione è grave e comincia a provocare dolore intenso, soprattutto in seguito a pressione,  si deve purtroppo intervenire chirurgicamente e tempestivamente per evitare conseguenze ancora più gravi, come l’artrosi nelle articolazioni dell’alluce. Pur concordando sull’aspetto poco piacevole della deformità del piede affetto da alluce valgo, sottolineiamo che l’intervento chirurgico resta comunque sconsigliato per scopi esclusivamente e puramente estetici.

Quali interventi chirurgici?

Fortunatamente le terapie per la cura dell’alluce valgo sono in continua evoluzione. Oggi, le tecniche di microchirurgia permettono di intervenire in regime ambulatoriale e in anestesia locale.

L’alluce valgo può essere sottoposto a diversi trattamenti  chirurgici, ma la scelta è basata sulla gravità della deformazione dell’articolazione ed ovviamente è condizionata dalle condizioni di salute del paziente.

L’approccio più comune consiste nell’osteotomia. Benché ne esistano diversi, questi interventi in genere implicano il taglio e l’asportazione di una parte dell’osso del dito. Generalmente vengono apposti perni, fili o viti per mantenere le ossa allineate durante il decorso post operatorio. In base al tipo di intervento, questi dispositivi di sintesi possono essere lasciati direttamente nel piede oppure rimossi successivamente.

Esiste inoltre una tecnica chiamata “riallineamento distale dei tessuti molli” che può essere combinata con l’osteotomia.

 – Chirurgia Mini Invasiva

Le tecniche chirurgiche di ultima generazione, già in uso negli anni ’90 negli Stati Uniti ad opera di Stephan Isham,  fondatore della Accademy of Ambulatory Footh and Ankle Surgery, consistono in  interventi non invasivi che rimuovono i tessuti inspessiti e rimodellano la parte ossea dell’alluce. Si tratta sempre di osteotomie ma realizzate praticando piccoli fori sulla zona interessata e senza incisioni di rilievo, consentendo pertanto un veloce recupero post operatorio.

La chirurgia dell’alluce non garantisce la guarigione totale, tuttavia produce buoni e duraturi risultati ed ha una percentuale di successo pari a circa l’85%, ma ciò dipende dal tipo di procedura e dall’esperienza del chirurgo.

 – Artrodesi

L’artrodesi è una tecnica di fusione delle due ossa dell’alluce ed è raccomandata per  pazienti che hanno una gravissima deformità dell’alluce o quando esiste un’avanzata degenerazione dell’articolazione. E’ utile ricordare che una volta sottoposti alla tecnica di artrodesi, il movimento dell’alluce risulterà fortemente limitato.

Prevenzione

Anche se è superfluo parlarne, la prevenzione più efficace consiste nel portare scarpe comode e morbide e di misura adeguata al proprio piede, evitando i tacchi molto alti e le calzature con punta stretta. Optate sempre per scarpe basse e possibilmente a pianta larga. Che ci crediate o no, vi assicureranno un piede sano e sexy per lungo tempo.

 

 

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