Salute

Ansia da prestazione? Parliamone

Quel sottile timore di fallire durante l’atto sessuale, la paura di non essere ‘performanti‘, la difficoltà a concentrarsi e a vivere serenamente l’intimità di coppia, la fobia che assale nel momento meno opportuno ovvero, l’ansia da prestazione.

Un fenomeno sommerso che crea blocchi psicologici importanti che interferiscono nell’esperienza sessuale ed attivano condizionamenti che, a lungo andare, creano seri problemi relazionali.

Distorsione della realtà o problema vero?   

E’ nel nostro DNA, un retaggio culturale che ci portiamo dietro sin dai tempi antichi: essere all’altezza, ovunque, comunque e nonostante, in fatto di sesso.

In un mondo sempre più in competizione e basato su determinate aspettative sociali e parametri di riferimento costruiti su “ciò che si possiede invece di ciò che si dovrebbe essere”, la natura istintiva dell’essere umano è troppo spesso condizionata dall’ossessiva ricerca di conferme ed approvazioni esterne che, in tempo di social, share, like e condivisioni, aiutano ad aumentare o meno l’autostima facendo in modo però, che vada definitivamente perduto il senso dell’esperienza emozionale in sé, il concetto legato al desiderio più naturale dell’essere umano, fare l’amore.  

Ansia da prestazione: perché succede

Partiamo dal presupposto che l’erezione non è un meccanismo automatico scontato o meglio, scaturisce da un insieme di fattori che innescano un’eccitazione mentale che è un fenomeno del tutto psicologico.

E qui inizia il problema: il peso delle aspettative, l’ansia di non riuscire a soddisfare l’altro durante la prestazione sessuale,  il ricordo di una precedente esperienza andata a male, la risposta negativa del partner o, semplicemente, l’inesperienza legata al timore  – spesso infondato  – di sbagliare e che paradossalmente conduce proprio a commettere errori ed a fallire, appunto.

Sono per lo più cause di natura psicologica che concorrono a creare nell’individuo l’ansia da prestazione, cause che interferiscono pesantemente nelle relazioni di coppia, spesso distruggendole.

Sembra incredibile ma una situazione sentimentale problematica, tensioni quotidiane che interrompono il flusso naturale delle emozioni, rabbia, sofferenza, frustrazioni lavorative che impediscono la concentrazione,  persino la scarsa complicità all’interno della coppia, possono ostacolare i rapporti sessuali e creare la cosiddetta ansia da prestazione.

Blocchi e fobie che creano una sorta di corto circuito tra loro: la paura che blocca, il blocco che fa paura.

A volte sono solo difficoltà magari temporanee e alle quali viene data più importanza di quello che si dovrebbe, con il rischio di aumentare insicurezze ed abbassare l’autostima. L’errore più comune di chi soffre da ansia da prestazione è quello di dover procurare obbligatoriamente piacere nell’altro tralasciando sempre il piacere personale, quando la normalità dovrebbe essere proprio quella di ricercare noi stessi il piacere nell’atto sessuale. Eppure lo dimentichiamo troppo spesso.

Inoltre è importante anche valutare il momento in cui avviene questo meccanismo. Quando non si tratta di un stato temporaneo di ipereccitazione ad esempio, l’eiaculazione precoce è quasi sempre un problema di origine psicologica. Proprio l’ipereccitazione può dare luogo ad interpretazioni sbagliate e comportare preoccupazioni che impediscono un’erezione soddisfacente e che si riversano sui rapporti sessuali successivi.

Sfatiamo un mito: l’ansia da prestazione colpisce anche le donne

Paradossalmente il problema è anche dell’Universo femminile. Meno noto, per ovvie ragioni culturali, eppure anche il gentil sesso può soffrire di ansia da prestazione. Sembra addirittura che in Italia 1 donna su 5 soffra di questo disturbo.

Che la società occidentale sia cambiata è un dato di fatto. Oggi la donna ha acquisito gli stessi diritti dell’uomo e pare anche gli stessi problemi. Nel caso dell’argomento che stiamo trattando, si tratta più che altro di disagio, di difficoltà ad avere un rapporto sessuale sereno e soddisfacente per i motivi più disparati. Il lavoro pressante, uno stile di vita sbagliato, lo stress, la fretta, la stanchezza mentale e fisica, i problemi di ogni giorno, le esigenze della famiglia, i figli che portano via energie e tempo per sé, una serie di fattori a catena che impediscono concentrazione e rilassamento durante l’atto sessuale, se non addirittura spengono l’interesse.

Fanno la loro parte gli sbalzi ormonali ed anche un ciclo mestruale più abbondante del solito che può portare ad anemie e quindi a stanchezza costante.

A volte questi blocchi sono legati anche alla paura di una gravidanza indesiderata, altre volte alla routine quotidiana, alla mancanza di stimoli che danno vitalità alla fantasia, alla passione che cala e spegne la libido. Raramente nell’ansia da prestazione che colpisce la donna si parla di cause diverse da quelle psicologiche: può accadere però, che disturbi come la candida albicans o anche il vaginismo, impediscano alla donna il raggiungimento dell’orgasmo creando difficoltà nell’approccio sessuale e inibendo ogni desiderio in partenza.

Le conseguenze nell’uomo
– Mancanza totale di erezione
– Difficoltà a mantenere l’erezione durante la penetrazione
– Disfunzione erettile comunemente conosciuta come ‘Impotenza’
– Erezione debole
– Eiaculazione precoce
– Calo della libido
– Bassa autostima

Le conseguenze nella donna
– Disturbo dell’eccitazione
– Calo del desiderio
– Anorgasmia ovvero l’impossibilità a raggiungere l’orgasmo
Vaginismo

L’ansia da prestazione si può curare?

Per contrastare questo antipatico ed imbarazzante disturbo, esistono diversi farmaci in commercio che certamente sono un valido aiuto ma in taluni casi, oltre a non risolvere definitivamente il problema, creano dipendenza peggiorando la situazione. Molti rimedi mancano persino di fondamenta scientifiche ed il loro scopo è solo commerciale.

Al momento sono di gran voga farmaci i cui principi attivi non sono curativi, ma servono a fare fluire il sangue nella zona genitale e quindi a causare l’erezione ‘artificialmente’, per cui torniamo al punto di partenza: il problema all’origine, quello di natura psicologica, non viene risolto.

Per una donna la soluzione più semplice potrebbe essere quella di assumere la pillola anticoncezionale, in particolare la  pillola bio che risulta ottima per combattere questo tipo di problema.

E’ bene ricordare che alcuni medicinali usati a scopo terapeutico e l’abuso di alcool e droghe come i cannabinoidi, la marijuana e l’hashish concorrono ad inceppare il famoso meccanismo.

Il consiglio che ci sentiamo di dare è quello di ricorrere al supporto di un sessuologo. Se invece avete deciso per il fai-da-te, la soluzione ottimale è quella di fare l’amore concentrandosi unicamente sul proprio piacere, cosa che non sfuggirà al partner e che provocherà un’eccitazione anche dall’altra parte. Lasciarsi andare egoisticamente al piacere personale aiuterà l’intimità del rapporto e coinvolgerà di conseguenza anche il partner. Un po’ come accade quando si pratica l’autoerotismo e si pensa egoisticamente soltanto ed unicamente al proprio piacere.

Un suggerimento è anche quello di condurre un regime alimentare sano (leggi questo articolo) e di praticare regolare attività fisica.

Comunque il primo passo da fare è sicuramente quello di condividere il problema con il proprio partner. E’ scientificamente provato che la complicità e ancora più spesso l’ironia, favoriscono l’intesa di coppia. Detto a parole povere, una coppia che ride, fa bene l’amore, ansia o non ansia. Provare per credere.

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